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Il doppio rebranding di Burberry

Quando la tradizione sconfigge l'omologazione
15 June 2026 by
RedSwiss+ sagl, Barbara Marcucci

La rinascita di Burberry: quando la tradizione sconfigge l'omologazione


Questa storia narra di come un brand abbia perso la propria anima per inseguire i trend, per poi ritrovarla. Perché esistono due tipi di rebranding: quello che ti salva e quello che ti cancella e Burberry li ha sperimentati entrambi.

burberry logo 2018

Ma facciamo un piccolo passo indietro. 

Il primo rebranding del 2018

Nel 2018, Burberry decide di modernizzarsi. Cedendo alla moda del blanding, per sembrare più "giovane, digitale e internazionale", elimina lo storico font graziato e fa fuori il Cavaliere del 1901, per adottare un logo omologato alle tendenze seguite da altri brand del lusso. Ma non è solo una rivoluzione grafica ad andare in scena, si stravolge anche lo stile con un linguaggio che segue il trend del momento focalizzato sullo street style. 

Insomma tabula rasa di 160 anni di storia. Risultato? Vendite in affanno e clienti storici smarriti. 

Burberry campaign 2019

Il secondo rebranding del 2023

A fine 2022 arriva la svolta. Il nuovo CEO Jonathan Akeroyd e il designer Daniel Lee capiscono che omologarsi è stato un errore e corrono ai ripari. La loro idea? Smettere di inseguire lo streetwear e tornare a fare orgogliosamente gli inglesi. Nel febbraio 2023  svuotano completamente i profili social (mossa audace che crea enorme curiosità) e lanciano la nuova identità. 

La loro intuizione è semplice ma rivoluzionaria: il più grande valore di Burberry non è l'essere moderni, è l'essere Britannici.

Il rebranding non nasce per "inventare qualcosa", ma per restaurare l'identità originale in chiave contemporanea.

evoluzione logo burberry

Dal punto di vista grafico l'impatto british è immediato.

1. Il Nuovo (Vecchio) Logo

Il carattere geometrico e pesante viene eliminato. Al suo posto debutta un font graziato, leggero, che evoca l'eleganza classica della stampa editoriale inglese. È un ritorno alla raffinatezza.

2. Il Ritorno del Cavaliere (Equestrian Knight Design)

Viene riesumato lo storico logo del 1901. Il cavaliere porta una bandiera con la scritta latina "Prorsum" (Avanti). Non è solo un disegno: è il simbolo dell'orgoglio, della protezione (la corazza) e della tradizione del brand.

3. Il Colore Firma: Il "Knight Blue"

Mentre prima dominava il nero anonimo, Burberry introduce un colore proprietario fortissimo: un blu elettrico/reale vibrante. Questo blu viene usato ovunque.

Ma il rebranding grafico è solo la punta dell'iceberg. Dietro c'era una profonda ristrutturazione commerciale:

La Nuova Vision: Diventare l'espressione massima del lusso e dello stile di vita britannico nel mondo.

La Nuova Mission: Rimettere al centro della strategia i prodotti iconici che hanno fatto la storia del brand – il Trench Coat e l'iconico check – anziché inseguire lo streetwear o le mode passeggere.

L'intera comunicazione cambia: le campagne pubblicitarie non sono più incentrate sul trend, il brand sceglie icone di stile intramontabili come i suoi trench, per riappropriarsi del suo stile inconfondibile. 

Burberry campaign 2026

Lieto Fine 

La tradizione ha sconfitto l'omologazione. Rimettendo al centro il trench e il british mood, Burberry ha registrato un immediato ritorno di hype e un forte riposizionamento sul mercato del lusso globale. Ha dimostrato che il rebranding efficace toglie la polvere, non l'anima.

Morale della favola 

Seguire i trend a tutti i costi distrugge valore. Innovare non significa cancellare il passato, ma trasformare la propria eredità storica nel più potente fattore di differenziazione.

Il tuo brand esprime la sua anima o si nasconde dietro un font anonimo? 

Voi scrivere anche tu una storia memorabile? Parliamone! 


BRAND CHECK-UP OMAGGIO

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